
Il segreto della nostra cucina sta in chi produce le materie prime che finiscono nei piatti, piccoli produttori laziali che lavorano con cura e amore per il territorio, nel rispetto della natura e dell’ambiente.
Per noi la filiera è sostentamento per le persone, per il territorio e per il pianeta. Per questo cuciniamo la quantità che i produttori riescono a darci, e alcune preparazioni, come la polpetta di bollito, si fanno in numero limitato.

Il pane lo facciamo in casa con farine di grani antichi (Terminillo, Verna, Frassineto, Biancola) macinate a pietra da Tularù.
Le paste secche vengono dal pastificio Lagano, mentre le paste fresche arrivano dal pastificio Secondi oppure le facciamo noi.
Per le paste della tradizione usiamo guanciale ben stagionato, da maiali nati e allevati nel Lazio, di filiera certa DOL, pecorino romano DOP prodotto in provincia di Roma, pomodoro biologico e uova di galline allevate a terra e all’aperto, con una miscela di pepi scelta da Emporio delle Spezie.
Verdure e frutta sono di piccoli produttori laziali che praticano agricoltura rigenerativa o biodinamica. Tra loro Matteo Tunesi, Poggi Agricultura, l’azienda agricola Ciotti e Tularù. Salumi e formaggi rari del Lazio, e caprini rari, arrivano dalla Bottega DOL.


Le carni arrivano da animali allevati allo stato brado o semibrado nel Lazio, dalla Val Comino al reatino. Il baccalà è dell’azienda Monti, leader del settore dal 1903. Il pesce, quando c’è, viene dalla piccola pesca del litorale laziale.
Siamo sempre in cerca di nuovi produttori. Siamo grati al loro lavoro e alla loro attenzione per la biodiversità, che ci permettono di offrire una cucina autentica, che rispetta i cicli della natura.